Introduzione
Come già anticipato nella parte “E” della Nota Integrativa al Bilancio esercizio 2008, la Banca mette a disposizione del pubblico in questo sito un documento contenente le previste tabelle informative relative al Bilancio 2008. Le informazioni hanno un carattere qualitativo e quantitativo e sono classificate in quadri sinottici (“Tavole”) elencati nell’allegato A del Titolo IV Sezione II della circolare n. 263/06 della Banca d’Italia, ciascuno dei quali riguarda una determinata area informativa.
La predetta circolare disciplina le “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le Banche”, emanate dalla Banca d’Italia a fine 2006 nell’ambito delle direttive impartite dal Comitato di Basilea, che sono divenute efficaci per la BCC dal 1° gennaio 2008.
Le disposizioni in parola disciplinano le metodologie di gestione dei rischi da parte degli intermediari, gli indirizzi e i criteri dell’attività di supervisione che l’Organo di vigilanza svolge per assicurare la stabilità complessiva del sistema bancario. Esse perseguono il proprio obiettivo con tre diversi strumenti (cosiddetti “Pilastri”):
- i Requisiti Patrimoniali Minimi (Primo Pilastro);
- il Controllo Prudenziale (Secondo Pilastro);
- la Disciplina di Mercato (Terzo Pilastro).
Il Primo Pilastro prevede un requisito patrimoniale minimo per fronteggiare i rischi tipici dell’attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi), e, nel contempo, consente l’uso di metodologie alternative per il calcolo degli stessi, caratterizzate da differenti livelli di complessità nella misurazione dei rischi e nei requisiti organizzativi e di controllo.
Il Secondo Pilastro promuove la collaborazione attiva tra le banche e l’Organo di vigilanza chiamato a esprimere un giudizio sull’adeguatezza del presidio dei rischi messo a punto da ciascuna banca. In particolare, viene introdotto un processo interno di determinazione dell’adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP) che richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare tutte le tipologie di rischio alle quali sono o potrebbero essere esposte.
Il Terzo Pilastro introduce l’obbligo di informare il pubblico, con apposite tabelle informative, in merito alla propria adeguatezza patrimoniale, all’esposizione ai rischi e alle caratteristiche generali dei sistemi di gestione, controllo e monitoraggio dei rischi stessi. |